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Quali bicchieri per il vino bianco?

bicchiere con vino bianco

Leggendo questo articolo potrai scoprire quali sono i bicchieri giusti per degustare il vino bianco e le motivazioni  alla base della scelta di un calice piuttosto che un altro.


 

 

Il vino bianco si abbina notoriamente a piatti a base di pesce: questo quello che si sente spesso dire, a tavola, durante le festività, mentre mangiamo un bel branzino al forno oppure una profumata frittura di pesce. Ma è una visione riduttiva: vini bianchi strutturati, come il vino pecorino, si adattano bene anche a preparazioni a base di carne (qui gli abbinamenti adatti al vino pecorino).

 

Già la versatilità negli abbinamenti dovrebbe farci riflettere: i vini bianchi sono molti e diversi tra loro, quindi è più corretto parlare – al plurale –  di bicchieri per i vini bianchi.

 

Allora cerchiamo di fare chiarezza e di concentrarci su quali bicchieri scegliere per degustare un ottimo vino bianco.

 

Se vuoi approfondire la tua conoscenza sui bicchieri da vino bianco continua pure la lettura, se invece sei alla ricerca di consigli su quali bicchieri acquistare per i vini bianchi, ti consiglio di seguire questa guida sui migliori bicchieri da vino:

 

 

Se invece vai proprio di fretta, ecco i bicchieri da vino bianco con la media recensioni più alta su Amazon:

Caratteristiche e nomi dei bicchieri adatti al vino bianco

I bicchieri tradizionalmente utilizzati per la degustazione dei vini bianchi sono essenzialmente tre: il tulipano, il renano e la flûte. Passiamo ad analizzarne le caratteristiche.

 

Il bicchiere a tulipano

Il bicchiere a tulipano deriva il suo nome dalla forma del fiore – appunto, il tulipano – poiché la sua apertura, cioè la parte che entra in contatto con la bocca, è molto rimarcata e tende ad allargarsi dopo una prima “strozzatura”: la linea curva replica la forma di una “s”. L’attacco del bevante è in alto, e talvolta il bevante (la parte del bicchiere che contiene il vino) non è troppo sviluppato in altezza ed è attaccato a uno stelo slanciato.

 

Spesso il calice a tulipano è quindi identificato grazie all’apertura che si allarga rispetto al corpo e al lungo stelo: viene utilizzato per degustare i vini bianchi più giovane e freschi, magari meno strutturati e complessi.

 

L’apertura svasata, che tende ad allargarsi, dovrebbe ottenere l’effetto di concentrare primariamente il liquido sulla punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, così da far risultare un vino giovane (normalmente giocato sulla freschezza dell’acidità) più equilibrato.

bicchiere a tulipano

Tulipano

I calici a tulipano non sono tutti uguali –  ad esempio esistono  i tulipani piccoli, adatti ai vini passiti (scopri di più sui bicchieri adatti ai vini passiti). I bicchieri a tulipano possono avere dimensioni diverse che crescono assieme all’opulenza, alla struttura e alla complessità del vino bianco da degustare.

 

In generale il calice tulipano è giocato su forme maggiormente curvilinee, mentre il bicchiere renano è definito da linee più dritte e regolari

 

Il bicchiere renano

Il calice renano prende il nome dalla regione tedesca vicino al fiume Reno, celebre per i suoi Riesling. Ha solitamente un’apertura più stretta e dritta del calice a tulipano ed è ritenuto adatto ai vini bianchi più strutturati. Anche il bicchiere renano può avere variazioni sul tema delle dimensioni e delle forme specifiche.

Calice Renano

Renano

Il bicchiere flûte

La flûte, dal francese flauto, viene utilizzata per servire i bianchi spumantizzati. Grazie al suo sviluppo verticale questo bicchiere da vino bianco stretto e slanciato consente di apprezzare al meglio la grana, la persistenza e il numero delle “catenelle” di bollicine (perlàge).

Flûte

Flûte

Siccome i vini spumanti possono definirsi una categoria a sé – e non ricomprendono i soli vini bianchi – ti rimando a questo articolo di approfondimento sui bicchieri adatti ai vini spumanti o frizzanti.

Differenza tra calice vino rosso e bianco

Di norma, i bicchieri da vino rosso sono più grandi e ampi, più panciuti e meno slanciati rispetto a quelli utilizzati per il vino bianco. Dico di norma poiché a fare la differenza nella scelta dei bicchieri non sono tanto i colori dei vini, quanto le loro caratteristiche organolettiche gusto-olfattive.

 

Per capirci, il bicchiere adatto a un vino bianco evoluto, morbido e strutturato sarà molto simile al bicchiere adatto a un vino rosso di media evoluzione e buona struttura.

Secondo consuetudini non ben sostanziate da studi scientifici, parliamo per lo più di una saggezza pratica, ogni bicchiere è funzionale a far risaltare le caratteristiche di una certa tipologia di vino: essendo assimilabili alcune caratteristiche, saranno assimilabili i complementari bicchieri adatti.

 

Fornire la spiegazione puntuale delle motivazioni alla base della scelta di un certo bicchiere risulta arduo anche per i più esperti, potete constatarlo domandando a diversi campioni dell’ambito e ricevendo – parlo per esperienza – risposte spesso incoerenti.

 

A mio avviso le particolarissime ed estremamente differenti forme dei bicchieri esistenti sono per lo più correlate a una dimensione estetica e culturalmente riferite a diverse tradizioni locali. Ma sono pronto a ricredermi grazie a studi di settore… non pubblicati da aziende produttrici di bicchieri.

 

Nel frattempo, ecco gran parte delle forme dei bicchieri principali da vino bianco nell’infografica di Francesco Franchi.

Bicchieri da vino bianco nell'infografica di Franchi

Dal “bicchiere ragionato” di F.Franchi

 

Forme del bicchiere da vino bianco: come variano in funzione delle caratteristiche del vino

Come detto, anche le forme dei calici o dei bicchieri da degustazione devono variare in base alle caratteristiche del vino stesso.

 

Un esempio pratico e lampante viene in nostro aiuto se si vuole degustare il classico prosecco: non c’è errore più grande che degustarlo in un bicchiere con pancia larga, come quello a tulipano. Il prosecco non ha molti sentori da esprimere e per questo è sufficiente e adatto un bicchiere stretto che ne esalti le caratteristiche: immediatezza e semplicità di beva. Se non conosci bene il prosecco e credi che sia semplicemente un vino con le bollicine, ti consiglio questo articolo dove spiego la differenza tra il prosecco e il vino spumante.

 

La forma del bicchiere nel quale si andrà a degustare il vino con ogni probabilità influisce sulla nostra capacità gusto-olfattiva di percepire sapori o aromi. La somma non algebrica di quest’ultimi contribuisce a formare nella nostra mente l’immagine del vino che stiamo degustando.

 

In generale anche il contatto tattile e visivo con il materiale e le forme del contenitore, nel nostro caso il bicchiere, contribuisce all’esperienza della degustazione. Provate a bere un grande Barolo in un bicchiere da shot.

 

La regola principale vuole che la forma del bicchiere dove si andrà a bere vino bianco vari in base alla struttura e complessità del vino: più un vino bianco sarà corposo e invecchiato, maggiore dovrà essere la capienza del calice.

 

Almeno nelle intenzioni i principi cardine che guidano la scelta di un certo bicchiere sono due:

  1. approssimare verso l’equilibrio del vino, andando ad enfatizzare o anticipare,  per mezzo della forma del bicchiere, le caratteristiche organolettiche meno marcate e, viceversa, smorzando la percezione (o ritardandola) di quelle più marcate;
  2. accentuare la percezione di alcune caratteristiche organolettiche distintive della tipologia di vino (es. l’effervescenza, o meglio il perlàge, che si esprime lungo la verticalità di una flûte).

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