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Quali bicchieri per il vino rosato?

Dalla forma di questo fiore prende il nome il bicchiere tulipano

Scopriamo insieme quali sono i bicchieri adatti alla degustazione di un vino rosato. Cominciamo col dire che non tutti i vini rosati sono uguali, nemmeno per quanto riguarda il loro colore. Dietro la categoria dei vini rosati, infatti, si nascondono prodotti con caratteristiche anche molto diverse.


Una bottiglia di vino rosato non è diversa dal vino rosso o dal vino bianco solamente da un punto di vista cromatico, lo è anche per il particolare corredo gusto-oflattivo del suo contenuto.

 

Un gusto che, per essere apprezzato al meglio, deve essere assaporato in bicchieri o calici adatti.

 

Per i non intenditori un vino rosato potrebbe sembrare come una sorta di ibrido tra vino rosso e vino bianco, ottenuto di base dalla loro miscela. Le cose non stanno propriamente così.

 

Prima di passare ad analizzare le caratteristiche del bicchiere adatto al vino rosato, ecco un ottimo rosato pugliese – terra celebre per questi vini – degustato la scorsa primavera fuori casa dei miei genitori. Al termine di questo pezzo ti svelerò di che vino si tratta.

Un bicchiere di vino rosato

Un bicchiere di vino rosato pugliese

Quali bicchieri sono utilizzati per il vino rosato?

I bicchieri da vino rosato sono, almeno per quanto riguarda le dimensioni, una via di mezzo tra calici utilizzati per degustare vino bianco e bicchieri usati per bere vino rosso. Tutto questo sta a significare che un buon bicchiere per il vino rosato sarà di grandezza media. La grandezza media del calice rima con le caratteristiche di compromesso di un vino rosato: un vino ottenuto con una tecnica di vinificazione molto simile a quella dei vini bianchi, ma che viene utilizzata su mosti prodotti a partire da uve nere.

 

Per il vino rosato potrà essere utilizzato un bicchiere adatto ai vini bianchi. Le caratteristiche gustative di un vino rosato sono infatti di maggior freschezza rispetto a un vino rosso e minor corpo. Per degustare un vino rosato andrà bene un bicchiere da vino bianco che tende ad aumentare di dimensioni man mano che cresce il corpo e la maturità del vino: i vini rosati non sono tutti uguali.

 

Questi bicchieri sono adatti alla maggior parte dei vini bianchi, rosati e a vini rossi poco strutturati.

 

Ed ecco ora un piccolo aiuto agli apparecchiatori di tutto il mondo o, detto in maniera più elegante, per gli esperti di  mise en place. Come vanno posizionati i bicchieri da vino rosato su una tavola apparecchiata? Semplicemente, partendo dal bicchiere per l’acqua, questo dovrà essere posto completamente a destra, sopra le posate: di conseguenza, un calice per vino rosato dovrà essere posto in posizione intermedia (ovvero alla sinistra del bicchiere per l’acqua, tra il bicchiere per vino rosso e quello per vino bianco).

 

Nomi: come si chiamano i bicchieri da vino rosato?

Premesso che la differenza nel degustare un vino bianco delicato e un vino rosé è pressoché nulla (almeno per quanto riguarda i calici da utilizzare), c’è da dire tuttavia che un buon bicchiere può fare enormemente la differenza. Un vino rosato degustato in un ampio bicchiere da vino rosso, oltre a farvi sembrare dei pessimi sommelier, non permetterà neppure al degustatore di percepire al meglio tutti gli aromi che il vino rosato sprigiona. Spesso per assaggiare un vino rosato delicato si predilige il bicchiere a Tulipano, che si chiama così proprio per le sue note somiglianze col fiore omonimo: con uno stelo allungato ed una base più larga rispetto al bordo.

 

Forme: come variano in funzione delle caratteristiche del vino rosato?

Come dicevamo, i bicchieri per il vino rosato dovranno possibilmente avere una forma simile a quella dei calici per vini bianchi. Il bordo del calice (se a Tulipano) è preferibile  svasato – l’apertura dovrà dunque tendere ad allargarsi – affinché il vino sia spinto verso la punta della lingua (maggiormente sensibile alla dolcezza, almeno secondo la vulgata) e risulti più equilibrato nel caso di una sua sferzante acidità dettata dalla gioventù.

 

 

Vero è che ci sono vini rosati molto diversi.

 

L’intensità del colore di un vino rosato e le sue variazioni verso toni più scuri o più chiari dipendono sia dall’uva di partenza che dal tempo di macerazione delle bucce.

 

La macerazione influisce sul colore del vino rosato

I vini rosati sono infatti prodotti tramite la vinificazione in rosa: questo termine sta ad indicare il breve contatto (si parla di poche ore) del mosto con le bucce dell’uva. Dal contatto più o meno prolungato delle bucce con il mosto dipende il colore del vino rosato: più il contatto sarà lungo, più il vino tenderà verso il rosso scuro. Dalla durata del contatto con le bucce non dipendono solo i colori dei vini rosati, ma anche le loro caratteristiche gusto-olfattive. Più il tempo della macerazione è prolungato, più le caratteristiche gusto-olfattive del vino rosato tenderanno ad assomigliare a quelle di un vino rosso prodotto con la medesima uva. Le bucce infatti, oltre al colore, cedono anche tannini e aromi.

 

Ma anche la tipologia di uva da cui è ottenuto

Per quel che riguarda la varietà delle uve, questa influisce sul colore del vino rosato in quanto non tutte le uve hanno la medesima concentrazione di antociani – molecole dalle quali dipende la colorazione del vino. Un rosato da uve montepulciano, come il celebre Cerasuolo d’Abruzzo, anche se ottenuto mediante pochissime ore di macerazione con le bucce, avrà un colore ben più intenso di un rosato sottoposto allo stesso tempo di macerazione ma ottenuto da uve nebbiolo – vino notoriamente scarico di colore.

 

Tornando ai bicchieri, è evidente che più le caratteristiche del vino rosato assomiglieranno a quelle di un vino rosso e più la tipologia di bicchiere potrà tendere verso quelle utilizzate per i vini rossi. Ecco perché ti metto a disposizione un’altra scheda prodotto dove poter selezionare le proporzioni dei bicchieri che si adattano meglio alla tipologia di vini rosati che solitamente degusti.

 

Non ho dimenticato la promessa fatta all’inizio. L’ottimo vino rosato pugliese degustato nel bicchiere che si staglia sullo sfondo della valle è un rosato salentino da uve Negroamaro di Michele Calò e figli. Nome di fantasia:”Cerasa” (= ciliegia).

vino-rosato-salentino-e-calice

Il rosato salentino di Michele Calò e figli

 

 

 

 

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