PILLOLE Montepulciano

Che cos’è il Montepulciano d’Abruzzo?

Diverse annate del Montepulciano D'Abruzzo di Emidio Pepe

Il Montepulciano D'Abruzzo non è in realtà un vitigno, ma un vino prodotto in Abruzzo a base del vitigno montepulciano. Se la differenza, affatto sottile, non ti è molto chiara allora buona lettura: ecco qualche nozione utile sul Montepulciano D'Abruzzo.


 

 

Cenni storici

Il ritrovamento di un gran numero di reperti archeologici risalenti al 1000 A.C. testimonia come la viticoltura in Abruzzo abbia radici antiche, un’attività molto fiorente per quelle popolazioni che subirono l’influenza prima della civiltà Etrusca e successivamente di quella Picena.

 

Successivamente, in epoca romana, innumerevoli personaggi famosi: da Marcio Porcio Catone a Polibio, da Ottaviano a Plinio il vecchio, esaltarono i vini locali. Lo storico Polibio addirittura azzarda l’ipotesi che Annibale, dopo la vittoria di canne sui Romani, rimandò l’attacco diretto a Roma per la ricchezza delle messi prodotta in terra abruzzese.

 

Senz’altro possiamo affermare che fra le ipotesi circa l’origine del Montepulciano in Abruzzo, la meno veritiera potrebbe essere quella che lo riconduce al vino Nobile di Montepulciano (cittadina toscana), peraltro ottenuto da un clone di Sangiovese che ha poco a che fare col vitigno abruzzese.

 

Altri documenti dimostrano che il Montepulciano è originario dell’Abruzzo ed è coltivato in Abruzzo sin dalla notte dei tempi, sebbene solo in tempi storici piuttosto recenti si è cominciato a chiamare l’uva con questo nome.

 

In conclusione si può dire che non c’è certezza circa le sue origini, tuttavia i due nomi generano un po’ di confusione: l’uno, come detto, identifica un paese toscano e l’altro dà il nome a un vitigno (se vuoi chiarirti definitivamente le idee ecco, ecco cosa c’è da sapere sull’ambiguità del termine Montepulciano).

 

Oggi comunque quando si parla del vino Montepulciano si intende chiaramente quello prodotto dal vitigno che sembra avere le sue origini nell’entroterra abruzzese, precisamente nella Valle Peligna.

 

Caratteristiche del vitigno Montepulciano

Dal punto di vista ampelografico presenta la foglia di medie dimensioni, pentagonale; il grappolo è di medie dimensioni, di forma conica o cilindrico-conica, provvisto di uno o di due ali, compatto o semi-compatto, con peduncolo legnoso e corto.

 

Ha epoca di germogliamento e fioritura medio-tardiva, invaiatura e maturazione tardiva. Ha portamento della vegetazione semi eretto e vigoria media e predilige terreni di medio impasto, profondi e ben esposti con clima tendenzialmente caldo e asciutto.

 

Le forme di allevamento sono di media espansione con potatura medio corta. Variano quindi dall’alberata della viticoltura promiscua nelle parti alte delle vallate e degli altipiani, all’alberello nelle zone più antiche, alla spalliera negli impianti moderni. È leggermente sensibile allo oidio , meno alla peronospera e alla muffa grigia.

 

Zone di coltivazione

L’uva Montepulciano è coltivata in gran parte del centro-meridione: in Puglia, nelle Marche e in Umbria, dove contribuisce a dar vita ai vini appartenenti a diverse denominazioni. Ma è in Abruzzo che il vitigno Montepulciano trova la sua terra d’elezione e viene vinificato in purezza (100% di uve Montepulciano) nella maggior parte dei casi.

 

Questo è il mondo del Montepulciano d’Abruzzo, vino prodotto dal vitigno Montepulciano coltivato nel suo territorio d’origine.

 

Da un punto di vista enografico la provincia di Teramo è la culla del vitigno Montepulciano, che qui raggiunge un importante grado di finezza e di complessità, a scapito, magari, della potenza, dallo stesso offerta in altre zone: una caratteristica che ha portato al riconoscimento in regione di una specifica sottozona: quella delle colline Teramane, precedentemente inserita nella più generale Denominazione del Montepulciano d’Abruzzo DOC ed oggi divenuta la prima DOGC abruzzese.

 

Il Montepulciano d’Abruzzo DOC, che da poco prevede anch’essa una versione Riserva, compare in molte altre sottozone quali, ad esempio, la Terra dei Vestini (ubicata in un territorio a Nord-Ovest di Pescara), Casauria (a sud-ovest della medesima provincia) Teate (nel chietino) ed infine parecchie zone dell’aquilano come la Terra dei peligni e l’Alto Tirino, per i cui vini sono imposti più lunghi affinamenti e rese più contenute rispetto alla Denominazione più generale.

 

La DOCG e le principali DOC del Montepulciano D’Abruzzo

Il Montepulciano d’Abruzzo solitamente è un vino molti ricco, spesso, dai tratti organolettici quasi selvatici, piuttosto ruvido e scontroso, specie in giovane età. Quando però un territorio, come quello teramano, è in grado di domarne quell’impatto a beneficio di una maggiore ampiezza, complessità ed eleganza, il risultato finale non può che essere quello di far guadagnare al vino eleganza, armonia e bevibilità. Per questo motivo il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, pur non raggiungendo la freschezza e la balsamicità di quelli aquilani, ha certamente, nella sostanza, maggiore complessità ed equilibrio degli altri, tanto da meritare la DOCG.

 

Vino dal colore rubino, profondo, quasi cupo pur essendo limpido e brillante, offre sensazioni di frutta matura ma anche spezie morbide, fino a sensazioni di vegetale, senza farsi mancare aromi terziari quali caffè, cioccolato fondente e corteccia. Vino possente senza essere bruciante come alcolicità con aromi retro-olfattivi molto persistenti.

 

Lungo la fascia adriatica che va dalla provincia di Ancona a quella di Foggia si susseguono quasi senza soluzione di continuità molteplici sottozone di Montepulciano d’Abruzzo DOC (già precedentemente citate), che hanno tutte la caratteristica di offrire vini ottenuti da uve in purezza o al minimo al 90% di questo vitigno con periodi di maturazione non inferiori ai 18 mesi di cui almeno la metà in botte. Tale maturazione viene pressoché raddoppiata per potersi fregiare della menzione “Riserva”.

 

In conclusione possiamo affermare che la regione abruzzese può contare n. 7 DOC e 2 DOCG. Ma quali di queste prevedono anche vini a base di montepulciano?

 

DOC abruzzesi con vini a base di montepulciano

  • Controguerra;
  • Montepulciano d’Abruzzo;
  • Cerasuolo d’Abruzzo;
  • Abruzzo;
  • Villamagna;
  • Ortona.

 

DOCG abruzzesi con vini a base di montepulciano

Dal luglio 2019, invece, si contano 2 DOGC ed entrambe prevedono (anche) vini a base di montepulciano:

  • Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane;
  • Tullum (dal 2019).

 

 

Caratteristiche del Montepulciano D’Abruzzo Riserva

Il Montepulciano d’Abruzzo per poter recare in etichetta la menzione Riserva deve avere un periodo di affinamento minimo e un grado alcolico minimo che sono superiori rispetto alle versioni “base”. Questi periodi di affinamento e titolo alcolometrico minimo variano a seconda della Denominazione o anche della sottozona.

 

I migliori Montepulciano D’Abruzzo: cantine

Se vuoi farti una cultura sui migliori Montepulciano d’Abruzzo, ecco alcune bottiglie da non perdere:

  • Montepulciano D’Abruzzo di Valentini, sempre tra i migliori vini italiani secondo una pluralità di giudizi;
  • Montepulciano D’Abruzzo di Emidio Pepe, storico produttore di Torano Nuovo, antesignano della viticoltura biologica e dell’adozione di metodi di vinificazione tradizionali;
  • Montepulciano D’Abruzzo dell’azienda Torre dei Beati (nelle due versioni: il “Cocciapazza” e il “Mazzamurello”);
  • Montepulciano D’Abruzzo Villa Gemma della cantina Masciarelli;
  • Montepulciano D’Abruzzo Marina Cvetić, sempre della cantina Masciarelli (nelle due linee: la “classica” e “Iskra”);
  • Montepulciano D’Abruzzo Semis, dell’azienda Collefrisio;
  • Montepulciano D’Abruzzo Vecchie Vigne di Gentile;
  • Montepulciano D’Abruzzo Zanna di Illuminati e il suo Pieluni;
  • Montepulciano D’Abruzzo Vigneto Sant’Eusanio e San Callisto, entrambi dell’azienda Valle Reale;
  • Montepulciano D’Abruzzo Perla Nera, dell’azienda Chiusa Grande;
  • Montepulciano D’Abruzzo San Zopito, dell’azienda Torre Raone;
  • Montepulciano D’Abruzzo Praesidium di Ottaviano Pasquale (anche nella versione “A Marianna”);
  • Montepulciano D’Abruzzo Feudo D’Ugni, di Patrizia Galasso, nelle versioni Fante e Lusignolo;
  • Montepulciano D’Abruzzo Dante di Marramiero;
  • Montepulciano D’Abruzzo Plateo di Agriverde;
  • Montepulciano D’Abruzzo Binomio di La Valentina;
  • Montepulciano D’Abruzzo Harimann dell’azienda Pasetti.

L’ordine della lista è totalmente casuale e se manca qualcuno  non è per demerito, ma solo perché non ho ancora avuto il privilegio di assaggiare il frutto del lavoro e della passione di altre sapienti mani.

Diverse annate del Montepulciano D'Abruzzo di Emidio Pepe

Diverse annate del Montepulciano D’Abruzzo di Emidio Pepe – Vinitaly 2017

Il Montepulciano D'Abruzzo San Zopito di Torre Raone - Vinitaly 2017

Il Montepulciano D’Abruzzo “San Zopito” di Torre Raone

Il Montepulciano D'Abruzzo Mazzamurello di Torre dei Beati

Il Montepulciano D’Abruzzo “Mazzamurello” di Torre dei Beati

Uno dei Montepulciano d’Abruzzo degustati: Marina Cvetić 2011 della cantina Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva

Quando si parla di Montepulciano d’Abruzzo non si può non citare la figura di Gianni Masciarelli, scomparso nel 2008, considerato uno dei giganti dell’enologia italiana. Grazie a lui i vini dell’Abruzzo sono diventati famosi in tutto il mondo. Geniale l’idea di piantare vigneti nelle quattro provincie regionali per sfruttare al massimo le potenzialità dei vari terroir, in realtà diversissimi; freddo, terreni ciottolosi e sciolti nell’aquilano, più caldo e tanto calcare nel pescarese, fresco ventoso e argilloso nel teramano e nei fitti impianti ubicati a ridosso del centro aziendale, Interessante, inoltre, la scelta di dotare ogni unità vitata di un centro di vinificazione autonoma. Il suo lavoro è oggi portato avanti da sua moglie: Marina Cvetić, a cui fu dedicata la linea più importante che merita una menzione particolare.

 

Il Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetić è un prodotto che in sé porta un’idea di grande armonia. La vendemmia si tiene a metà ottobre; il vino è fermentato in vasche d’acciaio e successivamente invecchiato per almeno 12 mesi in barrique di rovere francese e altri 12 mesi in bottiglie. Il colore del vino è un rubino scuro e opaco. Il bouquet è fresco e profondo con note di amarena matura, prugna e con sfumature di aceto balsamico, olive nere, tabacco e aromi legnosi. Il gusto elegante e perfettamente bilanciato si basa sui tannini lunghi e vellutati, l’amarena scura, la prugna e la prugna secca, il cioccolato e minerali. Il lungo retrogusto presenta le note del cacao. È un vino di stile, che molto abbraccia il gusto d’oltreoceano, e si abbina con piatti preferibilmente di carne e selvaggina.

 

Abbinamento cibo-vino: a cosa abbinare il Montepulciano d’Abruzzo

Quando si parla di abbinamenti, il Montepulciano d’Abruzzo è protagonista indiscusso. I suoi punti di forza sono l’ottima acidità e i suoi raffinati toni speziati, il tutto sorretto da un tannino deciso. Avendo un buon corpo, riesce a reggere anni di affinamento in botte: il vino si arrotonda e ha modo di svilupparsi ulteriormente, garantendo una filigrana più fine.

 

Fra i vini più venduti in Italia, Il Montepulciano d’Abruzzo, ha un fil rouge che accomuna le varie versioni; nascendo per lo più in territorio montano predilige piatti piuttosto importanti, come i bolliti, i brasati, arrosti, pollame e formaggi stagionati, ancor meglio capretto ed agnello. In alcuni di questi piatti entra proprio nella preparazione, ed in particolare nel celebre Agnello cace e ove.

 

Da provare anche con gli immancabili arrosticini (o “rustell”) ma anche con le costolette marinate, per quest’ultime pietanze si tende a preferire versioni più “rustiche” e talvolta più giovani.


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